Le strisce pedonali 3D arrivano anche a Trieste: l’illusione ottica per far rallentare le auto

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Chiunque spingerebbe il piede sul freno, rallentando e fermandosi.

Muri bianchi che si alzano dal manto stradale per garantire il passaggio i pedoni. Anche Trieste si è dotata di strisce pedonali in 3D.

È chiaro che non si tratta di strutture che emergono dalla strada ma di un’illusione ottica, creata però con l’intento di scoraggiare gli automobilisti che non si fermano in presenza delle strisce, spesso addirittura schivando i passanti.

Di recente, queste strisce pedonali 3D sono comparse anche a Trieste, in via Marchesetti, forse realizzate da un cittadino. Il punto scelto non è casuale visto che nel 2016 proprio lì perse la vita una ragazza di 15 anni, falciata da un’auto in corsa proprio mentre attraversava la strada.

Le strisce pedonali 3D, a Trieste come altrove, sono state realizzate utilizzando una particolare tecnica in cui per effetto di tre differenti colori, le bande bianche sembrano sollevarsi dal suolo, teoricamente impedendo il passaggio agli automobilisti.

Vedendole, l’istinto è quello di rallentare. Non dovrebbero neanche essere necessarie visto che fermarsi prima delle strisce dovrebbe essere preciso dovere di chi guida, obbligo purtroppo non sempre rispettato.

Negli ultimi anni, questa soluzione è stata vista in numerose città del mondo. In Italia è già stata utilizzata a Bologna mentre all’estero esiste in India, in Russia e in Cina e in Islanda.

Secondo voi quest’effetto ottico servirà ad educare gli automobilisti indisciplinati o una volta scoperto “l’inganno”, continueranno a non fermarsi alla vista delle strisce pedonali?

Fonte: Greenme.it

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Al concerto rock con il padre sordo: la canzone nella lingua dei segni è tutta per lui

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Karri Carberry, 19 anni, è andata a sentire il concerto della band rock Three Days Grace a Edmonton, in Canada, per la prima volta insieme al padre.

Quando la band ha suonato la canzone ‘Just like you’, la ragazza ha cantato la canzone con la lingua dei segni americana al padre, non udente.

 Un’altra ragazza ha ripreso l’emozionante scena e ha postato il video su Facebook, dove è stato visto più di 17 milioni di volte.

E anche la band ha commentato: “Questa è la cosa più cool e dolce sulla rete oggi!”

Fonte: La Repubblica

Un Natale a misura di bimbo tra alberi e luci scintillanti

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Natale a misura di bambino

La festa sognata tutto l’anno soprattutto dai più piccoli è ormai alle porte.

A rendere magico questo periodo dell’anno non sono solo regali e prelibatezze ma anche luci scintillanti, candele, alberi e piante da vacanza, ornamenti e altre decorazioni che riempiono strade e case. E proprio decorare casa, ancor più se ci sono i bimbi, può essere molto bello e divertente ma bisogna fare attenzione ad alcuni piccoli accorgimenti.

Per contribuire a  garantire la sicurezza delle decorazioni, l’American Academy of Pediatrics offre alcuni consigli per un Natale a misura di bambino:

  • Se acquisti un albero artificiale, assicurati che sia resistente al fuoco mentre se preferisci un albero vivo, controlla la freschezza. Gli aghi dovrebbero essere difficili da staccare e non dovrebbero rompersi quando li pieghi.
  • Posiziona l’albero lontano dai caminetti, termosifoni o stufe portatili e fai attenzione a non bloccare le porte.
  • Controlla le luci prima di appenderle a un albero o a casa tua per assicurarti che tutte le lampadine siano in buono stato.
  • Assicurati che le luci siano fuori dalla portata dei bambini piccoli che potrebbero provare a metterle in bocca e lavarsi le mani dopo averle maneggiate.
  • Prima di utilizzare le luci all’aperto, controllare le etichette per accertarsi che siano certificate per l’uso esterno.
  • Quando accendi candele, rimuovi materiali infiammabili dall’area e posiziona le candele dove non saranno rovesciate. Non lasciare mai incustodita una candela accesa.
  • evitare decorazioni taglienti o fragili e guarnizioni che assomigliano a caramelle o cibo che potrebbero indurre un bambino a mangiarle.
  • Ricordate di rimuovere tutta la carta da regalo , i sacchetti, i nastri e i fiocchi dalla zona dell’albero e del caminetto dopo l’apertura dei regali. Questi oggetti infatti possono provocare rischi di soffocamento per i bimbi piccoli, o un incendio se vicini a una fiamma.
  • Mantenete le decorazioni vegetali potenzialmente velenose, comprese le bacchi di vischio, la ciliegia di Gerusalemme e l’agrifoglio, lontano dai bambini.

Anthony Mancinelli a 107 anni è il barbiere più anziano del mondo

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Nato nel 1911 a Napoli ed emigrato a New York con la sua famiglia all’età di 8 anni, Anthony Mancinelli è un uomo da primato.

A 107 anni è difatti il barbiere più anziano del mondo. Record già ricoperto da lui stesso quando, nel 2007 a 96 anni, era entrato nel guinness dei primati.

Come racconta al New York Times per cinque giorni su sette, dalle 12 alle 20, è impegnato a tagliare i capelli degli increduli clienti al Fantastic Cuts, il locale in cui lavora da molti anni.

Guida ancora da casa al negozio e vive solo, da quando la moglie Carmela è morta dopo 70 anni di matrimonio. “Riesce a fare più tagli al giorno di un ventenne – spiega Jane Dinezza, proprietaria del locale in cui lavora -. Non prende mai un giorno di ferie. La gente rimane sconvolta quando sente quanti anni ha”.

La donna ha assunto Anthony dopo molte incertezze vista la sua età, ma l’uomo è riuscito a stupirla con la sua abilità nel tagliare i capelli.

A chi gli chiede il segreto della sua longevità Anthony risponde: “Non ho mai fumato o bevuto troppo. Mangio più che altro spaghetti fini. Quando vado dal dottore si stupisce del fatto che non abbia dolori da nessuna parte”. Ci sono clienti vanno da lui da oltre mezzo secolo: “Di alcuni di loro ho servito quattro generazioni, figli, padri, nonni e bisnonni” racconta Anthony.

La sua storia ha fatto il giro del mondo, e c’è anche chi è arrivato apposta da Manhattan per farsi tagliare i capelli da lui: come l’attore Ben Gazzara, che una decina di anni fa si è presentato a New Windsor nel locale del barbiere centenario su consiglio di un amico.

La proprietaria del negozio voleva far prendere ad Anthony qualche giorno di riposo per festeggiare il suo compleanno. “Sei impazzita? Cosa vuoi fare, uccidermi?” è stata la risposta dell’uomo.

 

Fonte: HuffingtonPost.it

 

Come insegnare a tuo figlio a non interromperti quando parli con un adulto

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sostegno alla genitorialità

Ogni genitore conosce bene questa situazione: quando si sta parlando con qualcuno, arrivano i bambini che interrompono insistentemente la conversazione, con la pretesa di essere ascoltati.

A questo punto si assiste, per la maggior parte delle volte, a due scene: o il genitore scaccia in malo modo il bambino, sgridandolo per le sue cattive maniere, oppure dedica tutta la sua attenzione al figlio, abbandonano l’interlocutore.

In entrambi i casi, la persona con cui si stava parlando viene messa in imbarazzo: ma c’è un terzo modo, quello più efficace, per affrontare questo tipo di situazioni.

A diffondere il metodo da adottare quando il bambino arriva per dire qualcosa, mentre si sta già parlando con un’altra persona, è una mamma che casualmente l’ha visto mettere in atto a casa di amici. Queste le sue parole:

“Eravamo a casa di amici di famiglia, quando il figlio di 3 anni della padrona di casa arriva per dirle qualcosa.

Invece di interrompere la conversazione che stava avendo con me, ha messo la sua mano su quella del bambino e lui ha atteso pazientemente.

Il piccolo ha aspettato che noi avessimo finito di parlare e poi ha iniziato a dire ciò per cui era venuto.

Ero stordita! Con quanta semplicità si era risolta una situazione che invece per me continuava ad essere un problema.

Ho chiesto spiegazioni alla donna, chiedendole come aveva fatto ad insegnare al figlio a non interrompere le conversazioni: mi ha risposto che da qualche tempo aveva adottato la tecnica che aveva appena messo in atto. I bambini, quando vengono di corsa a dire qualcosa ai genitori, vogliono in realtà essere presi in considerazione. È molto importante per loro essere ascoltati, per questo è da evitare di scacciarli via in malo modo. Invece è importante assicurarli che li ascolteremo, non appena ce ne sarà possibile – ovvero non appena avremo finito di parlare con l’altra persona. Tenere la loro mano è un modo per far capire che abbiamo accettato la loro richiesta di ascolto e che ora non devono fare altre che attendere che li ascoltiamo – il che avverrà di lì a poco.

Sono rimasta davvero stupita di quanto potesse essere facile: a volte dimentichiamo che non servono maniere forti per trasmettere ai bambini un principio di educazione. Non c’è bisogno di gridare ‘Non interrompermi!’,’Non entrare nella conversazione!’. Il contatto pelle a pelle vale più di mille parole.

Da allora non ho più smesso di adottare questa tecnica: i miei bambini ora aspettano il loro turno, consapevoli che rispetterò la loro richiesta di essere ascoltati.”

Conoscevate questa tecnica? Pensate di adottarla?

Fonte: Curioctopus.it